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Pasticceria Piemontese

78,00 34,00

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Descrizione

Lezione di pasticceria Sabauda Piemontese

Durante il corso realizzeremo i seguenti dolci piemontesi:

 

Paste Di Meliga

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Di origine antica, si vuole che siano nati per necessità di fronte ad un cattivo raccolto che aveva fatto salire alle stelle il prezzo del frumento. I fornai cominciarono quindi a mescolare il fior di farina (oggi definito farina 00) con il fumetto di mais, cioè con la farina ricavata dal mais macinata finissima, del tipo non utilizzabile per la polenta ma destinata a confezionare dolci. La peculiarità della macinazione molto fine favorisce la realizzazione di un biscotto dal gusto particolarmente definito e di struttura molto friabile.

Le paste di meliga sono dolci tipici della zona del Cuneese, in particolare del Monregalese, cioè di Mondovì ma sono diffuse anche in altre zone del Torinese (in particolare in Val Susa, in Val CenischiaVal Chisone) e in provincia di Biella.

Si distinguono, tra le altre, le Paste ‘d Melia ‘d Sant’Ambreus a Sant’Ambrogio di Torino, le paste di Pamparato e quelle di Sanfront e Barge. Queste ultime prendono il nome di “Batiaje”, poiché era tradizione offrirle quando si faceva battezzare un neonato (Fé batié, in lingua piemontese).

Le paste di meliga di Pamparato sono più note come Biscotti di Pamparato.

I formati più comuni sono tondi o rettangolari, hanno una dimensione di 7-10 cm di diametro e 10-12 di lunghezza e un peso di 10-20 grammi. Vengono disposte sulle placche da forno schiacciando la pasta fuori da una siringa da pasticciere con la bocchetta a stella, che lascia sul biscotto caratteristiche striature.

Le paste di meliga sono passate da dolce fatto in casa a frollino da prima colazione, prodotto industrialmente.

Abbinamenti:

  • Tradizionalmente le paste di meliga si gustano da sole o con lo zabaione.
  • Altrettanto antico è l’uso di mangiarle con un bicchiere di vino passito, di moscato o di dolcetto, nel quale spesso vengono inzuppate.
  • La tradizione vuole anche che a fine pasto Cavour finisse sempre con 2 paste di meliga e un goccio di barolo chinato.

Torta Nocciole senza farina delle langhe

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La torta di nocciole senza farina è una vera protagonista della cucina piemontese.
Nasce neanche a dirlo tra le colline delle Langhe, dove cresce la nocciola tonda Piemonte IGP.
La torta di nocciole senza farina incontra poi semplici ingredienti uova e zucchero che esaltano il profumo della nocciola e la fragranza di questa torta.

Bonèt

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La tradizione culinaria piemontese offre un’ampia varietà di dolci tipici, uno su tutti è il bonèt.
Nato ad Alba, nelle Langhe, questo dolce ha origini davvero antichissime. L’etimologia del nome bonèt è assai incerta e negli anni si sono avvicendate diverse versioni per spiegare l’origine del termine.
La versione più accreditata è l’interpretazione descritta nel vocabolario piemontese/italiano scritto da Vittorio di Santalbino nel 1859.
In dialetto piemontese, la parola bonèt sta a indicare un cappello o un berretto tondo, la cui forma richiama quella dello stampo a tronco di cono basso in viene cotto il dolce. Infatti, lo stampo di rame in cui si cuocevano i budini e i flan si chiamava bonèt ëd cusin-a, che significa cappello da cucina o anche berretto del cuoco.
La peculiarità della ricetta del bonèt è nel metodo di cottura. Infatti, il dolce deve essere cotto rigorosamente in forno a bagnomaria per renderlo morbido.
Date prossime:
28 Gennaio dalle 18.30 alle 21.30
Corso: interamente pratico

 

 

 

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